28
Oct
08

Nemici immaginari

Parlando di paure e di strategia della tensione vi racconto un paio di cose che ho visto ieri, sono solo degli aneddoti forse, ma credo che possano dare un po’ l’idea della situazione.


Sono andato in Conchetta per l’aperitivo Pinkitchen (www.myspace.com/pinkitchen) per la presentazione del nuovo libro di Porpora Marcasciano “Favolose narranti” di Manifestolibri. Solitamente vado agli aperitivi di Pinkitchen a fare un po’ di foto e dare un po’ una mano con i preparativi (l’accesso alla cucina e alla preparazione del cibo mi è, giustamente, precluso :P)…

Ormai in Conchetta sono una faccia nota e più o meno collegata a pinkitchen per cui la cosa solitamente è abbastanza tranquilla. Ieri pomeriggio arrivo, mollo la mia roba e tiro fuori la macchina fotografica (devo ammettere che la mia D300 con flash attaccato un po’ intimidisce). Appena il tempo di entrare in cortile e un tipo che non avevo mai visto, con fare piuttosto sbirresco, mi fa “tu chi sei? sei con loro?”. L’ultima volta che mi era capitato è stato al corteo a favore degli arrestati dell’11 marzo, quando ho cercato di fotografare gli striscioni di un gruppo di imbruttiti che giravano a viso coperto. Gli spiego che si, sono con quelli che stanno cucinando. Poi scherzando con i miei amici faccio “cazzo, era un po’ che non mi sentivo accusare di essere uno sbirro”. E il tipo risponde “sbirro no, ma se eri un giornalista ti avrei detto come DEVI comportarti”… Questo tanto per cominciare…

Entro in sala e, vista l’aria, evito di fotografare la gente che ascolta e faccio solo qualche foto a chi stava parlando.

Solo alla fine degli interventi mi metto in un angolo e provo a fare un paio di foto a tutta l’audience. Una trans in prima fila mi cazzia. A quel punto cancello la foto e decido che chissenefrega, di foto degli eventi Pinkitchen ne abbiamo abbastanza, e metto via la macchina fotografica.

La parte culinaria era composta da 2 tipi di piadina, 2 di hamburger veggie e un dolce. Il dolce viene servito dopo che sono state serviti panini e piadine. Vado a sostituire un attimo la ragazza che c’era in cassa. Le piadine sono finite e cominciamo finalmente a servire i dolci. Uno (super-pettinè, da gioia 69, per darvi un’idea) si avvicina e si lamenta di aver dovuto aspettare il dolce per addirittura un’ora. Gli spiego che siccome panini e piadine venivano fatti sul momento semplicemente non ce la si faceva per problemi logistici a servire subito anche il dolce. Lui risponde che “ah, bhè, quindi anche qui o si fa come dite voi o non c’è scelta”. Lo guardo piuttosto interdetto e lui incalza “anche là fuori dicono che è per motivi logistici che ci discriminano”.

Chiacchiero un po’ con la ragazza che c’era alla cassa prima di me a anche lei mi racconta che poco prima stava chiacchierando con un tipo che le ha detto qualcosa di divertente e lei si è rivolta, mentre rideva, a una trans che era in coda per chiederle cosa volesse mangiare. La tipa in coda l’ha aggredita chiedendole perchè stesse ridendo (”di lei” era il senso della domanda).

Io capisco che la situazione sia tesa per tutti quanti ultimamente e allo stesso modo capisco il desiderio di proteggere la propria privacy, però se quando si organizza un evento pubblico si vuole che questo rimanga nascosto e segreto, una roba solo per iniziati non è che si abbiano molte possibilità di fare outreach, continui a raccontare le tue cose alle stesse quattro persone che già sai che sono d’accordo con te e ottieni di non cambiare di una virgola la realtà che ti circonda.

Allo stesso tempo, se ti trovi in un posto come conchetta (che, con tutte le critiche che si possono sollevare, non credo si possa definire come ostile per le comunità LGBT), durante una serata come quella di ieri, non è il caso che cerchi di vedere nemici ovunque. Se sto alla cassa in una serata come quella come cazzo fa a passarti per la testa l’idea che stia ridendo di te perchè sei trans?!?!?

Se domenica Nicoletta Poidimani (che “intervistava” Porpora durante la presentazione) lamentava il fatto che una fetta della comunità trans sta cominciando a pensare di non avere diritti e sta rinunciando a rivendicarli forse solo cercare di cambiare mentalità e rendersi conto che non tutti sono tuoi nemici potrebbe già essere un passo avanti…

A scanso di equivoci, questo è solo il racconto di alcune mie impressioni sui dei fatti “marginali” all’evento che mi hanno coinvolto direttamente, non conosco bene chi ha organizzato la parte “culturale” dell’evento nè so con quali criteri l’ha organizzato. Mi sto rivolgendo, indirettamente, alle persone fra il “pubblico”, con cui ho avuto a che fare e che hanno avuto quelle reazioni.


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