Archive for November, 2008

27
Nov

I frattali e la crisi economica

Ecco, in realtà i frattali non c’entrano nulla, era solo per attirare la vostra attenzione!

Però non vi ho imbrogliato così tanto, vedrete! ;)

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26
Nov

Ottimismo! Luxuria all’isola, Gramsci in paradiso

ci manca solo la pubblicazione del diario segreto di Curzi e questa settimana siamo a posto.

E’ in questi momenti che mi rendo conto di non essere un intellettuale.

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22
Nov

Faccio una prova

Ho installato wordpress sul telefono, e questa è una prova delle funzionalità offerte da questa versione
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18
Nov

Memento cemento

Ogni giorno, mentre vado e vengo dal lavoro sulla mia bici, respiro bene a fondo tutto lo smog che c’è, lo sento scendere giù e lo assaporo, distinguo il diesel dalla benzina, sento le particelle di aria putrida posarsi delicatamente nella mia cavità orale e ostruirmi lentamente il naso. Non potendo non respirare (ci provo, ma duro pochissimo e quando esco dall’apnea mi sembra che mi scoppi una tempia) decido di respirare bene, profondamente e mi sento un filtro, sono un filtro. Ehi ciao, sono un filtro.

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14
Nov

A Genova ieri c’era un vento freddo e nuvole che si muovevano in cielo. L’aula di tribunale si è inziata a riempire piano piano e l’attesa è stata snervanete e molto stancante. Il movimento non esiste più, gli anziani più di noi resistono, urlano e si indegnano. Dentro l’aula mano a mano che si riempiva mancava l’aria.

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10
Nov

Cmq, rimani una stronza.

ambra angiolini parla del piano di rinascita democratica a crozza italia. Ovviamente recita. lei e la gerini fanno la parodia delle gemelle kessler.

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09
Nov

svolta a destra

sabato sera. esco da una bella cena in compagnia di belle persone, sono sorridente, milano mi sembra quasi piacevole. Sono in moto, dani guida, siamo quasi all’altezza di piazza asporomonte e siamo sulla parallela di viale porpora che ora non mi ricordo come si chiama. Dani mi chiede: dov’ è quel posto che mi dicevi, quello fascio dove vendono gadget e libri ? Io gli rispondo: appena arriviamo in piazza asporomonte subito sulla vietta a destra. Noi dovremmo andare dritti, siamo diretti al birrificio. Arriviamo in piazza, gli dico: è lì in fondo. Nell’indicare gli ripeto: si proprio lì. E proprio lì sventola una bandiera rossa, con un cerchio bianco in mezzo che ospita un’enorme croce celtica. C’è gente e musica. Decidiamo fare  un’inversione a U e passare nella vietta per vedere da vicino. La situazione fa tremare le ginocchia e salire il vomito. Giovani facistelli con teste rasate e cinquantenni che aspettavano da tempo di fare una cosa del genere, si vede anche qualche ragazza che ride. Pochi anni fa sulla strada di fronte c’era Mandragora. Passiamo veloce, io per la prima volta ho paura di osservare a fondo la scena, di frugare tra gli sguardi della gente. Rimaniamo zitti mentre ci avviciniamo al birrifcio, nel silenzio penso due cose: la prima è che non mi era mai capitato di vedere tanti nazi così in una situazione pubblica; la seconda è che mi rendo conto quanto sia pericoloso quel pezzo di strada. La terza è che i tempi sono veramente cambiati e un po’ di paura bisogna averne. Esagero?

08
Nov

Meno male che c’è Galeano

NEW DREAM
Magari Obama
EDUARDO GALEANO

Obama proverà, dal governo, che le sue minacce guerriere contro l’Iran e il Pakistan non sono state altro che parole, proclamate per sedurre orecchie difficili durante la campagna elettorale?
Magari. E magari non cadesse nemmeno per un momento nella tentazione di ripetere le imprese di George W. Bush. In fin dei conti, Obama ha avuto la dignità di votare contro la guerra in Iraq, mentre il partito democratico e il partito repubblicano applaudivano l’annuncio di quella macelleria.
Durante la sua campagna, la parola leadership è stata la più ripetuta nei discorsi di Obama. Durante il suo governo continuerà a credere che il suo paese è stato eletto per salvare il mondo, venefica idea che condivide con quasi tutti i suoi colleghi? Continuerà a insistere nella leadership mondiale degli Stati uniti e nella loro messianica missione di comando?
Magari la crisi attuale, che sta scuotendo le imperiali fondamenta, servisse almeno per far fare un bagno di realismo e di umiltà a questo governo che inizia.
Obama accetterà che il razzismo sia normale quando venga esercitato contro i paesi che il suo paese invade? Non è razzismo contare uno a uno i morti invasori in Iraq e olimpicamente ignorare i moltissimi morti nella popolazione invasa? Non è razzista questo mondo dove esistono cittadini di prima, seconda e terza categoria, e morti di prima, seconda e terza?
La vittoria di Obama è stata universalmente celebrata come una battaglia vinta contro il razzismo. Magari si assumesse, con le azioni del suo governo, questa magnifica responsabilità.
Il governo di Obama confermerà una volta di più che il partito democratico e il partito repubblicano sono due nomi dello stesso partito?
Magari la volontà di cambiamento, che queste elezioni hanno consacrato, fosse più che una promessa e più di una speranza. Magari il nuovo governo avesse il coraggio di rompere con questa tradizione del partito unico, camuffato da due che al momento della verità fanno più o meno lo stesso, anche se simulano di scontrarsi.
Obama manterrà la promessa di chiudere il sinistro carcere di Guantanamo?
Magari, e magari finisse il sinistro embargo a Cuba.
Obama continuerà a credere che va benissimo che un muro eviti ai messicani di passare la frontiera, mentre il denaro passa senza che nessuno gli chieda il passaporto?
Durante la campagna elettorale, Obama ha affrontato con franchezza il tema dell’immigrazione. Magari a partire da ora, quando non corre più il rischio di spaventare i voti, potesse e volesse farla finita con questo muro, molto più lungo e oppressivo di quello di Berlino e di tutti i muri che violano il diritto alla libera circolazione delle persone.
Obama, che con tanto entusiasmo ha appoggiato il recente regalino di settecentocinquanta miliardi di dollari ai banchieri, governerà come è costume per socializzare le perdite e per privatizzare i profitti?
Ho paura di sì, però magari no.
Obama firmerà e rispetterà l’accordo di Kyoto o continuerà a concedere il privilegio dell’impunità alla nazione più avvelenatrice del pianeta? Governerà per le automobili o per la gente? Potrà cambiare il cammino assassino di un modo di vita di pochi che si giocano il destino di tutti?
Ho paura di no, però magari sì.
Obama, il primo presidente nero della storia degli Stati uniti, metterà in pratica il sogno di Martin Luther King o l’incubo di Condoleezza Rice?
Questa Casa Bianca, che ora è casa sua, venne costruita da schiavi negri. Magari non lo dimenticasse, mai.
Copyright Ips/il manifesto

07
Nov

Dei linguaggi

Voting machine in New York City - Copyright by Clayton Cubitt

Voting machine in New York City - Copyright by Clayton Cubitt

Vorrei mostrarvi un’immagine, è stata scatta da Clayton Cubitt, un fotografo di “moda” americano, dentro al seggio dove è andato a votare. Riprende una delle macchine che hanno usato i cittadini di New York per votare. La notizia che il fotografo vuole raccontarci è che questa è l’ultima elezione in cui il macchinari meccanici (che lasciano una traccia facilmente ricontabile e sono molto più difficili da hackerare) verranno usati e che in futuro verranno sostituiti da sistemi elettronici che si sono già dimostrati insicuri.

Ma non è questo che mi ha fatto pensare che vorrei portare alla vostra attenzione. Quello che mi ha colpito è il fatto che i dati “sulla scheda” sono scritti in inglese, spagnolo e cinese/giapponese (non so distinguere le due lingue con certezza).

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05
Nov

pioggia e simboli

Oggi c’è il vento, l’aria è fresca, le strade bagnate, le nuvole si muovono; l’odore delle foglie è intenso e la bassa pressione dell’ultimo mese è stata alleggerita dalla pioggia costante degli ultimi giorni. Che disagio la pioggia, le scarpe umide, il cielo scuro scuro, credi che non potrà mai finire, che continuerà a piovere per il resto dell’eternità. Ma il disagio la sopporti perchè sai che quell’acqua è l’unica soluzione e che in più dopo ti regala aria e cieli insapettati.

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