Vorrei mostrarvi un’immagine, è stata scatta da Clayton Cubitt, un fotografo di “moda” americano, dentro al seggio dove è andato a votare. Riprende una delle macchine che hanno usato i cittadini di New York per votare. La notizia che il fotografo vuole raccontarci è che questa è l’ultima elezione in cui il macchinari meccanici (che lasciano una traccia facilmente ricontabile e sono molto più difficili da hackerare) verranno usati e che in futuro verranno sostituiti da sistemi elettronici che si sono già dimostrati insicuri.
Ma non è questo che mi ha fatto pensare che vorrei portare alla vostra attenzione. Quello che mi ha colpito è il fatto che i dati “sulla scheda” sono scritti in inglese, spagnolo e cinese/giapponese (non so distinguere le due lingue con certezza).
Non voglio cantare le lodi del sogno americano ma, dopo i test di ingresso e le classi ghetto a scuola, la schedatura dei campi Rom e il nostro amato presidente del consiglio che dà del negro al nuovo presidende degli Stati Uniti l’ho trovata un’immagine di un certo impatto, che dà speranza da una parte e dall’altra fa rendere ancora più conto dello sprofondo in cui stiamo, non troppo lentamente, scivolando.

retrogusto amaro eh
che dire..gli italiani amano i gangster! lo sappiamo. Piace mafioso, tirato a lucido e inguaribilmente volgare. Cinema e letteratura abbondano.