Ogni giorno, mentre vado e vengo dal lavoro sulla mia bici, respiro bene a fondo tutto lo smog che c’è, lo sento scendere giù e lo assaporo, distinguo il diesel dalla benzina, sento le particelle di aria putrida posarsi delicatamente nella mia cavità orale e ostruirmi lentamente il naso. Non potendo non respirare (ci provo, ma duro pochissimo e quando esco dall’apnea mi sembra che mi scoppi una tempia) decido di respirare bene, profondamente e mi sento un filtro, sono un filtro. Ehi ciao, sono un filtro.
Dopo 10 minuti di filtroconsapevolezzalucidità, mantra del filtro, respiro smog, vengo salvata dal mio essere ipocondriaca. Oddio mi sento già mal di testa, mal di gola, soffoco, c’è l’amianto, sto respirando l’amianto, il pm10, benzene, polveri sottili, monossido di carbonio, aiuto. Comincio a odiare tutti, soprattutto quello che mi apre la portiera in faccia, certo. Ma più in generale tutti. Perchè mi fate questo? Eppure non riesco neppure a essere ferma nell’odio, perchè improvvisamente c’è odore di legna bruciata (ma chi è che ha ancora la stufa a legna a milano? o il camino?), un buonissimo odore di legna. Beh, in effetti in via padova c’è un posto fuori dal tempo, una specie di garage in cui vendono legna da ardere. Sì, lo so che anche questo inquina, cari pedanti, ma è un profumo di nostalgia. E’ un profumo così buono che amo tutti.
Mentre pedalo nella nuvola di smog (calvino sempre torna) scrivo post su post, su tutto, cerco di raggiungere telepaticamente le vostre menti, macino macino pensierini del giorno, ma poi i pensieri si esauriscono e scadono e non posso più scriverli, sono già ammuffiti in superficie, stantii. Ma oggi: ho bisogno.
Forse è l’inquinamento, l’inquinamento delle prove e della falda acquifera, dell’aria e di tutto il resto, ma ogni mattina mi confondo di fronte al mondo. Non mi trovo. Come le balene che si perdono.
Qualche giorno fa Repubblica Milano ha pubblicato un sondaggio dei suoi, senza valore statistico, etc. etc. Clicchi e vai. Il tema sono le dichiarazioni di Masseroli che annuncia il proposito di aumentare la popolazione milanese di 700.000 unità fino a a toccare la soglia dei 2 milioni, innalzando l’indice di edificabilità. Eh già. Il sondaggio chiedeva (e chiede) ai lettori di esprimere un parere: “Il Comune propone di innalzare l’indice di edificabilità a Milano da 0,65 a 1 metro quadrato di costruito per ogni metro quadrato di terreno. Obiettivo: realizzare nuovi alloggi e consentire alla città di raggiungere i 2 milioni di abitanti. Siete d’accordo?” Incredibilmente per qualche giorno i sì hanno superato i no. Poi la situazione si è invertita, ma le cifre sono molto vicino ad una divisione a metà. Lo so, queste cifre non hanno valore assoluto, il sondaggio è inattendibile e non ha senso, ma non sopporto di vedere questa risposta. E’ urticante. Come mangiare 5 kg di fragole o cadere tra le ortiche. E’ assurdo e inaccettabile. Insensato. Nonsenso. Surreale. Illogico. Sbaglio a incazzarmi? Probabile, ma è inevitabile.
Qualcuno mi spiega perchè dovremmo desiderare di essere 2.000.000?
Sentitamente ringrazio.

Forse chi ha risposto di si non desidera vivere assieme a 1.999.999 altri milanesi ma ha, ingenuamente, pensato che più case = più offerta e più offerta = prezzi più accessibili.
Peccato che, ovviamente, in una città che si muove fiera e tronfia verso expo 2015 (ma, tra l’altro, io mica ho capito cosa cavolo vogliono esporre) difficilmente l’equazione si avvererà e che, se mai i prezzi delle case arriveranno a scendere, sarà solo perchè verranno espropriate, dalle banche, a chi non può più permettersi di pagare un mutuo.
più che altro il nonsense è dato dal fatto che sempre meno persone vogliono vivere qui e che gli abitanti milanesi da dieci anni a questa parte sono diminuitii di alcune centinaia di migliaia. Persone che ogni giorno fuggono da questa città-ufficio (direi che è un dato indicativo che durante la gornata i milanesi sono più di 3 milioni e verso sera si abbassano a 1milionetrecento-1milone5000)..
reistenza ciclica : ))