04
May
09

mayday 2009

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Comunicato numero 1 degli organizzatori May Day Parade

Comunicato numero 2 delle donne di Precaria.org ospitato e adeguatamente commentato da Femminismo a Sud

Da Femminismo a sud:

Commento al comunicato numero 1 degli organizzatori della May day:

Mayday: la violenza maschile contro le donne avviene ovunque

Commento di Sgrunt:

Mayday mayday davvero…

Attualmente si attende di capire se da un’assemblea di questa sera uscirà un’iniziativa pubblica in grado di contestualizzare l’accaduto.

Personalmente sono d’accordo con l’analisi di femminismo a Sud. Mi permetto solo di aggiungere che non mi aspettavo una tale incapacità di reazione da parte dei CW. Mi sale un po’ di cinismo a vedere un comunicato firmato “Le compagne di” è una cosa che ho sempre tollerato male la rivendicazione d’essere donne di una qualche struttura, “appartenenti a”. Infatti la veste non calza,  il comunicato risulta goffo, ingombrate e si, anche un po’ giustificatorio. Sarebbe stato meglio un secondo comunicato firmato da tutti. ma cmq al di là delle considerazioni di metodo, l’unica cosa che credo i CW debbano assumere è la piazza. Piazza che è cambiata molto e con la quale si deve fare i conti. Se poi ci sarà anche una riflessione sulla violenza di genere tanto meglio, scelte individuali o quello che sia. Sarebbe bastato un filo di attenzione e vera solidarità. Anche solo andare ad appendere uno striscione in piazza castello e seguire da vicino la ragazza. Se fossi a milano andrei all’assemblea di sta sera.

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1 Response to “mayday 2009”


  1. 1 mosq May 5th, 2009 at 1:04 pm

    brevemente. ho seguito tutto da lontano, ero alla mayday ma al momento dell’accaduto ero da un’altra parte, vicino al sunsistem, e non ho visto niente
    ne mi sono accorto di nulla da lì. ho visto solo passare l’ambulanza e mi ricordo di aver pensato che qualcuno doveva essere stato male, cose che succedono.
    ho scoperto tutto domenica. ho letto i comunicati e i controcomunicati, indymedialombardia (pietà), e i blog (femminismo a sud, sgrunt e nero).
    non sono andato all’assemblea, non sapevo ci fosse e non credo, a posteriori, che un’assemblea possa servire a qualcosa di diverso rispetto ad una autoanalisi collettiva tipo seduta di gruppo. in più CW, che rispetto per quello che fa, non mi ha mai rappresentato/intreressato e in più di un’occasione ha dimostrato una chiusura mentale/politica che ho trovato sconcertante.
    come dici tu i punti da sviscerare sono due: la violenza di genere e (il riconoscimento de) la piazza. per il primo punto mi sento di sottoscrivere le cose detta da femminismo a sud e le cose scritte da fikasicula sul blog di nero. ossia il dato inaggirabile e primario della violenza agita da un uomo e subita da una ragazza. dato che nel comunicato e nelle argomentazioni di CW/mayday più che essere colpevolmente ignorato risulta schiacciato dalla preoccupazione di non farsi sommergere dalla merda. Però il sospetto che alla base ci sia un rimosso resta. o meglio, l’incapacità contingenziale di assumere il politico nella cronaca.
    questo ci rimanda al seconda questione: la piazza, il riconoscimento della piazza che negli anni è cambiata molto secondo una logica di inclusione che non mi sento di condannare. la vocazione parade è nel dna della mayday, è ciò che le ha permesso di diventare tanto popolare e quest’anno mi è parso ci fossero addirittura meno carri tecno rispetto al passato. a mio parere la scelta della musica non è secondaria. ossia, accattivarsi la simpatia di tecnoraver, gabber e affini ci sta ma non è che la vocazione popolare della mayday si risolva esclusivamente nella loro presenza o meno. Resta il fatto che un ragionamento politico sul cambiamento numerico e qualitativo della piazza va fatto. Probabilmente non basta uno slogan (reddito diritti conflitti), che peraltro trovo sbagliato (a livello di comunicazione), a stimolare una consapevolezza politica in chi decide di andare alla mayday.

    saluti,
    m.

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