Faccio mente locale.
Cerco di ricordarmi quante volte mi sono trovate in situazioni “spiacevoli” in quanto oggetto di morbosità.
Ovviamente non considero gli sfergamenti sui mezzi pubblici, i piselli in bella vista in giro per le città o frasi sussurate (ti piace farti leccare la figa eh? detto da un uomo distinto in centro a Milano).
1) 7 o 8 anni, a casa di un’amica in vacanza mi sveglio una mattina e seduto di fianco a me c’era un amico, adulto, della famiglia che mi ospitava che mi guardava un po’sudaticcio con il volto a 10 cm dal mio collo.
2) 15 o 16 il tentato bacio con la lingua di un padre di un amica, mentre aspettavo che tornasse.
3) Ai 18 anni mi viene regalato da una mia sorella un massaggio in un centro benessere. Prendo l’appuntamento e vado. Sono un po’emozionata, è la prima volta.
Mi spoglio e mi sdraio sul lettino a pancia in giù- I palmi rivolti verso l’alto. Inizia a il massaggio. Poi succede che il corpo del massaggiatore fa movimenti strani e mi sembra che cerchi, il massaggiatore, sempre di stendere il su corpo sul mio in modo tale che il suo pisello possa sfregarsi sui miei palmi reivolti verso l’alto, lo sento indurirsi.
4) attorno ai vent’anni, sono su un treno, devo fare il biglietto che non sono riuscita a fare. mi siedo con il capo treno che mi dice che lui legge le linee della mano. mi guarda e dice che secondo lui ho delle turbe sessuali. Appoggia la mano sulla mia coscia, mi accerezza e mi dice”se ti dà fastidio vuol dire che sei turbata, problematica, vuoi fare delle prove?”
In tutte le situazioni non sono mai riuscita a essere lucida al momento, non sono mai stata sicura di quello che stava succedendo, forse fraintendevo tutto e ho creduto che siccedessero delle cose che in realtà non stavano succedendo (ok tranne che quando avevo 7 anni che non ero in grado di sentirmi in pericolo).
Non so bene perchè mi sono messa a fare mente locale e redigere questo piccolo elenco, anche solo per affrontare il tema questa settimana da un punto di vista forse meno violento, ma a parer mio necessario.
Donne che vanno in giro a passera di fuori non ne ho viste tante, donne che sfregano i capezzoli sui mezzi pieni menche meno, massaggiatrici che cercano dita inerti su cui sfregare il clitoride questo non lo so.
E’vero che la condizione della donna negli ultimi 40 anni, parlo per l’Europa,è mutata, ma c’è qualcosa, qualcosa di profondo, che rimane immutato nel tempo per cui in apparenza sembra tutto a posto, i diritti, il ruolo e la possibilità di difesa. Ma se ci guardiamo bene attorno è tutto falso. L’immagine della donna, l’immagine interiore nella società, non è cambiata.
Insomma un po’di casino per un argomento complesso.

cara nut,
l’esperienza del massaggio ce l’ho avuta anch’io.
e come racconti tu, anch’io non ho avuto i tempi di reazione giusti.
ho percepito netto l’indurimento, ma non sono riuscita a dirgli nulla. non ci credevo. io ero in buona fede, mi sono lasciata andare, ero convinta che tra una cliente e un massaggiatore ci fosse un patto come dire deontologico, per cui mi sono spogliata senza problemi. alla fine quando mi ha detto “per la prossima volta, ti propongo un particolare massaggio al seno”, ho fatto una risatina, l’ho guardato come per dire “mi stai a prendere per in giro?”, e l’ho salutato. e ho pensato alle mie tette piccole.
non so perchè non ho reagito lì per lì. sono rimasta arrabbiata nera per diversi tempo dopo.
in qeusti giorni invece per strada ho ripreso a reagire ad ogni minima provocazione. ho deciso che è necessario fare così, politicamente.
mi guardi mentre parcheggio? ti chiedo “oh, ci conosciamo per caso?”
mi fai la radiografia al culo mentre passeggio? ho notato che una tecnica che funziona è quella dello sguardo con sopracciglio alzato, mentre dentro di me visualizzo tipo un pugile, oppure la marlen dietrich col suo sguardo di sufficienza. l’ultima volta ha funzionato.
forse sarebbe utile stilare un vademecum, “come reagire in ogni occasione”. forse esiste già, ora faccio una piccola ricerca in rete.
e cmq ho trovato molto fico anche il tuo elenco di esperienze, nut, grazie mille.
Ricordo di una gita scolastica in seconda o terza media, non ricordo dove, una località montana piuttosto sfigata dove passammo tre giorni. Al bar dell’hotel lavorava una cameriera, non ricordo quanti anni potesse avere (nemmeno se fosse una ragazzina, magari di famiglia dei proprietari, o una donna adulta), ma noi ne avevamo 12/13. Mentre serviva passava fra i tavoli e toccava il sedere ai clienti, me compreso. La cosa, da 13enne traboccante testosterone, non mi turbò particolarmente ma, considerato che ancora me lo ricordo chiaramente, qualche segno deve averlo lasciato.
Un’altra situazione analoga mi capitò intorno ai 18 anni, quando andai in vacanza a Rimini con i miei compagni delle superiori. Una sera camminavamo sul lungomare affollato e mentre passavo vicino a una prostituta di colore questa allungò la mano e mi strizzò sul davanti, senza che avessi in alcun modo dimostrato il minimo interesse nei suoi confronti. Non ricordo come reagii, non credo in maniera aggressiva (alla fine in quella situazione credo che la vera “vittima” rimanesse lei, non io), però ricordo che la faccenda mi infastidì non poco.
Qual’è il punto, vi starete chiedendo?
Non lo so, ma volevo condividere queste due storie.
M
Ho 11 anni sono uscita da scuola e vado da mia nonna a pranzo. Mi piace camminare, faccio un pezzo a piedi e vado alla fermata successiva. C’è il sole e io mi sento particolarmente yeah. canticchio, mi tolgo la felpa. Due, tre fermate, 4 fermate: sono quasi a metà strada.
Qualcosa nn và, mi sento osservata, mi guardo attorno. si c’è un signore grande che mi guarda. Cammino e cambio strada. Mi segue, ma sono sicura?. cammino allungo la strada. Mi segue, minchia mi sta seguendo!. alllungo il passo e allunga anche lui. Mi raggiunge (fai finta di niente fai finta di niente, nn sta succedendo niente!) Ansia. E’ vicino. Comicio a correre come se avessi il diavolo alle calcagna. Corro, corro e il cuore è nella gola. Faccio il tunnel di centrale praticamente volando.
Apro la porta e salgo a piedi, mi faccio 5 piani a piedi. Vedo la nonna e scoppio a piangere.
Ho 14 anni, il bidello si masturba sulla cattedra mentre noi ragazze entriamo e usciamo dallo spogliatoio della palestra. “perchè nn lo sapevi?, si mette la tuta apposta, così è più comodo”
Ho 15 anni sono stra fatta a casa di due amici. e’ ora di andare a casa. “no, non puoi” “se vuoi uscire devi venire qui a prenderti le chiavi”, calma, ragioniamo con calma. Volete solo fare un po’ gli stronzi, no?. Esco con due ore di ritardo e puzzo di adrenalina, si, l’odore della paura.
Ho 17 anni, il padre di una mia compagna di classe mi tira secca col suo libro sugli anni 70.
“vediamoci, vorrei sapere la tua opinione”. Molestia tutta giocata di parole e moine. Non mi ha toccata, ma lo ricordo ancora con schifo.
ho 19 anni il mio prof di filosofia mi prende da parte. ha capito che le sue lezioni sono tra le poche che preferisco. “sai, sono anarchico, diamoci del tu”. Mi invita a parteciapare a una sessione fotografica di nudo artistico con alcune ex allieve. Mi telefona in continuazione, mi aspetta sotto casa. Caso di stalking nuodo e crudo.
Ho 22 anni sono di ritorno da un corteo a roma con tutt* i compagn* di milano. Siamo in treno e il viaggio per è parecchio lungo. Mi siedo con un amico in uno scompartimento dove ci sono già altre persone che non hanno parteciapato al corteo. il treno è zeppo. facciamo due chiacchiere con un signore piuttosto ben piazzato che vende biancheria porta a porta. Dopo un po’ la conversazione va scemando, siamo tutt* stachi. Cala il silenzio e ci addormentiamo.
Dopo un po’ mi sveglio: il signore corpulento strofina la sua enorme manona nell’interno coscia. Sbarro gli occhi, lo guardo. Finge di dormire. Mi alzo di scatto e con tutta la forza che ho carico un ceffone che arriva dalle viscere della terra.
Ebbene, ha continuato a fingere di dormire.
così per dirvene alcune tra le centianai di migliaia che potrei elencare, tra quelle “leggere” ovviamente.
Poi ci sono tutte le piccole violenze fatte dai fidanzati, magari anche senza che se ne rendessero conto. Gli amici di famiglia (dovrei fare un capitolo a parte). Quelle sul lavoro, di queste ho conservato anche delle prove.
ne ho subite alcune anche via email e sulle chat. Bullismo machista.
Non conosco una donna, veramente nemmeno una che sia immune all’influenza porcina.
A leggere tutto ciò mi sento uno schifo solo facente parte della categoria maschile…
Ho 22 anni e pensare che certi uomini possano fare ciò mi da davvero fastidio