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Quattro sceneggiature. Con temi e soluzioni narrative molto diverse.
La prima è un veloce viaggio in un universo fantascientifico, dove la protagonista, addetta alle trasmissioni satellitari per una multinazionale, cerca di evadere dalla realtà, cogliendo l’unica possibilità di fuga rappresentata da un misterioso mondo subacqueo.
Scarpe color sabbia è invece un racconto più lento, delicato, ambientato in un paesino di mare, dove un viaggiatore solitario, capitato forse per caso, fa la conoscenza di un ciabattino, piuttosto originale e sempre attento alla fabbricazione delle sue scarpe.
Da una dimensione più poetica passiamo a due interessanti proposte di documentario. Nella prima, in particolare, l’autrice esplora attraverso delle figure rappresentative il mondo underground della musica dub e della cultura rasta; i rockers a cui fa riferimento il titolo sono coloro che animano gli happening musicali con vari tipi di danze.
Nell’ultimo scritto-sceneggiatura è invece raccontata la contraddittoria cronaca di un’evasione dal carcere.
Sono mondi, quelli descritti da Sara Limonta, molto distanti tra loro, per cui ognuno potrà meglio ritrovarsi nell’uno o nell’altro: godere di un’atmosfera malinconica e del valore delle piccole cose, riflettere sul potere dei media e sulle sue ramificazioni corporee o tuffarsi in un mondo giovanile dove la musica ha anche un significato politico e sociale.
Sara Limonta (Corta) è nata a Milano il 13 novembre del 1978. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera, diplomandosi in decorazione nel 2001, con una tesi sulla video-arte. Per un periodo ha vissuto a Bruxelles, lavorando come decoratrice di scena in teatro. Attualmente è tornata a Milano, dove lavora come tecnica di studio in televisione. Realizza progetti video e partecipa a mostre di arti visive nel tempo libero. Le sceneggiature del libro sono in cerca di produzione.
In copertina:
Jodie Feyaerts, Ritratto di Yusuf Aslan.

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