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Archive for the 'Ailleurs' Category
_da un amico_
di Carlo Baghetti
In un freddo e uggioso sabato pomeriggio parigino, nel dodicesimo arrondissement, si è riunito un gruppo molto nutrito di italiani. Sembrava di essere a Roma o a Bologna, l’unica lingua che si sentiva era l’italiano, cosa non difficile data la nostra abitudine a parlare a voce molto alta.
Tutte quelle persone erano lì per un motivo preciso. Difatti, non molto tempo dopo, sarebbe iniziata una conferenza stampa a cui avrebbero partecipato Beppe Grillo, Marco Travaglio e Franck Bianchieri, quest’ultimo presidente dei “Newropeans”.
Tematica all’ordine del giorno era la democrazia, il suo stato di salute e i pericoli che corre nell’Europa d’oggi. Di fronte a questo argomento come non invitare i due esponenti più rappresentativi della libera informazione del paese in cui, al momento, la democrazia è messa maggiormente in pericolo, l’Italia?
Ed ecco che lo show-man Grillo e il giornalista, saggista e scrittore, Travaglio dopo le numerose battaglie e i vari tentativi compiuti dal potere berlusconiano di ostracizzarli, si riuniscono fuori dai confini nazionali, in una terra che, in teoria e nelle parole dei suoi esponenti istituzionali, è la patria della libertà e dell’uguaglianza.
In questa sede il sempre (giustamente) adirato Grillo ha fatto una delle sue amare sviolinate, ha spiegato ai pochi francesi presenti la situazione del nostro paese, ha ricordato ai tanti italiani, che per un motivo o per un altro sono “fuggiti” all’estero, che è possibile cambiare le cose, che ci sono mezzi in grado di mettere paura alla “casta” che ci domina e non ci rappresenta. In occasione del quinto compleanno del suo blog, che si sta espandendo sempre più e sta toccando cifre di utenza da record, è venuto a dimostrare come un’informazione non legata ai finanziamenti pubblici, è il caso della maggior parte delle grandi testate, può puntare ad una comunicazione senza filtri, a mettere al corrente i lettori senza impelagarsi in dinamiche di potere. Quella che dovrebbe essere l’informazione giornalistica è possibile, oggi, solamente attraverso mezzi informatici ma, attenzione, fino a quando ce lo permetteranno.
Nel suo lungo intervento Beppe Grillo ha infatti sottolineato il tentativo, messo in atto in Italia, di controllare questo mezzo di comunicazione e, in risposta all’atteggiamento sfrontato di chi dovrebbe rappresentare la volontà dei più e invece fa “parte per sé stesso”, ha lanciato un grido che può sembrare di rivolta ma che è solamente la rivendicazione di ciò che dovrebbe essere normale, se non ovvio, in un paese democratico: “Non ci arrenderemo mai!”.
Gli applausi hanno sovrastato la sua voce e il comico si è inchinato per ringraziare la folla.
Dopo Grillo ad intervenire è stato Franck Biancheri che, in stile francese, più vicino a quello di Travaglio che a quello di Grillo, ha spiegato l’importanza della comunità europea, della possibilità di varare leggi uguali per tutti i paesi aderenti e limitare quelle cellule impazzite che creano cancri politici. È il caso italiano, non molto diverso da quello francese o spagnolo. Attraverso questo grande organismo che si riunisce a Bruxelles si può auspicare l’arrivo di un garante della democrazia.
Soltanto dando maggiore rilievo alla dimensione europea, sollevandola dallo stato in cui versa, di contenitore di essenze eterogenee, potremo aiutare la malata democrazia a guarire.
L’ultimo intervento è quello di Marco Travaglio. Con il suo posato atteggiamento ha cercato di rispondere alla domanda sulla democrazia in Europa ma, poco dopo, ha spostato l’attenzione alla situazione italiana, da sempre oggetto delle sue ricerche.
Ha spiegato con una retorica contornata di pungente ironia la figura di Berlusconi, ha illustrato i numerosi fallimenti delle sue proposte di legge “ad personam” mettendone il luce l’evidente carattere personale motivo stesso del loro fallimento. Ha passato in rassegna i grotteschi personaggi che affollano il parlamento italiano, compito già svolto con maggiore verve comica dal Grillo Parlante, e ha dimostrato, ancora una volta, lo strano caso della “democrazia” italiana.
La conferenza è stata seguita da circa seicento persone nel Salons de l’Aveyron e da altre ottocento persone che seguivano in streaming l’evento collegati al blog di Beppe Grillo (http://www.beppegrillo.it/ ).
E’ l’inizio di una nuova democrazia di livello europeo o il vagheggiare di eroi solitari?
Ciao,
arriva il primo freddino, le foglie cadono, i gelsomini sempreverdi, m non più profumati..
mi chiedo e ora?? che devo fare sul mio terrazzo per preparlo all’autunno-inverno?? già ho diminuto tempio dell’erogazione dell’acqua e l’ho anticipato rispetto alle dici di sera estive..ma poi?
letto qui:
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/08/30/quando-gli-autoritarismi-integralisti-si-scontrano
casa
il mio primo viaggio lontano da parigi. In italia come fossi ospite. Mi scopro una viaggiatrice malinconica.
Al festival Africa Asia…
ottomarzo
SUN, 08th, 06:30pm : WOMENS’ DAY SPECIAL
MH and Heinrich Böll Foundation’s Cambodia Country Office are cooperating for the “Gendered Lens” - providing a stage for both documentaries and feature films that address a variety of topics from a gender perspective. Italian film maker Cosetta Titta Raccagni is presenting three docs about women: WOMEN ARE CLOTH, MEN ARE GOLD (Cambodia), MANGA KISSA (Japan) and ANATOMY LESSON (Italy).
Maputo, Mozambico
miei cari, mie care
dunque anche qui c’è un condominio . Abito nel quartiere centrale chiamato Polana . Polana era mi pare titolo onorifico o nome di un re di questi luoghi. oggi è anche il nome di un meraviglioso sontuoso albergo stile primi novecento direttamente sull’oceano. e di uno shopping center situato in una specie di grattacielo azzurro alle mie spalle, la mia strada corre parallela ad altre due, due avenide importanti..poi ci si affaccia sull’oceano. chiaro? forse no
in fondo alla mia via c’è un segnale di interruzione vigilato da alcuni poliziotti: inizia il territorio della Residenza del Presidente.
la mattina salgo ( lieve lievissima salita, giusto per dirlo) verso le fermate dei taxi..fino a stamani non avevo auto di servizio..e qui i mezzi pubblici sono pieni, pigiati piccoli bus, su cui non si consiglia di salire con cell+ computer+ soldi del progetto nella borsa. così salgo alla fermata dei taxi . due blocchi, o due isolati più su. una strada che faccio volentieri sotto l’ombra delle acacie dai fiori rossi, e facendo attenzione a scansare i rami ritorti fino a terra di alcuni alberi di cui non so ancora il nome.
i marciapiedi sono sconnessi, gentile eufemismo. mi sono abituata a evitare qualche buco di qua e di la .
ad ogni incrocio di strada, in inglese corner, in portoghese esquina, c’è un posto vendita di frutti e di qualche verdura: una cabina di latta, il lato rivolto alla strada aperto, gli altri dipinti di giallo e verde ( il colore della compagnia statale dei cellulari) dentro quasi sempre una donna vende manghi, papaie, banane avocadi e poi patate, lime, prezzemolo, pomodori, melanzane e verdure a foglia larga e verde ottime per le zuppe serali, di cui non conosco il nome, solo il sapore. spesso lei è sorridente, i capelli stretti i vari stili di trecce le formano un ovale perfetto- quale che sia la sua età- gli scaffali di frutta alle spalle le incorniciano la figura , tutta incastonata in questa che pare un’edicola profana.
Oggi ho svuotato i terrazzi.
Sono andata a piantare tutto in un micro parchetto qui, dietro ballarò.
