solidarieta’ dalla Francia a Cox 18!
Alcuni compagni francesi che stanno traducendo l’orda d’oro e che conoscono la libreria Calusca, l’Archivio Primo Moroni, il quartiere ticinese e altre realta’ milanesi mi hanno mandato questo testo.
solidarieta’ dalla Francia a Cox 18!
Alcuni compagni francesi che stanno traducendo l’orda d’oro e che conoscono la libreria Calusca, l’Archivio Primo Moroni, il quartiere ticinese e altre realta’ milanesi mi hanno mandato questo testo.
Questa mattina ci svegliamo diversi. Non ci sono cazzi.
Questa mattina ci si sveglia monchi, più soli, senza punti di riferimento.
Questa mattina, fino a prova contraria senza sapere cosa può succedere nelle prossime settimane, ci svegliamo senza Conchetta e senza Pergola.
Ed è una perdita di identità enorme.
Forse si è peccato di troppa sicurezza, si è dato troppo perscontato che l’eternità eiste.
Ecco ho letto solo ora i post precedenti, soprattutto i commenti di nut e hy e devo dire che hanno dato più nome e corpo a ciò che provo.
Sono venuta via alle 18.30 dalla manifestazione causa… motivi familiari (la cena di Diego). Quindi non so come sia stata alla fine, se saluti, baci e promesse o chessò…
Una manifestazione inquietante… cupa, TUTTI vestiti di nero, ma non xchè lo volesse l’etichetta, ma perchè è quella generazione che è così. Silenziosi. Poca musica, benchè sia stata la generazione più legata alla musica live. Invece solo gli Ottoni, che pareva quasi New Orleans… Continue reading ‘Lascia di guerra’
Quel giorno Primo Moroni mostrò a me ed a mia moglie come fosse riuscito a restituire decenza, bellezza ed anima ad un pezzo di terra ricoperto di rifiuti, sporcizia ed altre porcherie. Quel giorno Primo Moroni ci spiegò che quella terra e quei giardini e quelle piante e quei fiori erano stati restituiti al quartiere ed alla città dai pensionati del quartiere e quindi della città.
“irregolarità formali lasciano aperti alcuni spiragli sul possibile rilascio dell’immobile..Comunque sia fuga dalla merda grigia!” M.
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Queste sono una serie di foto che ho scattato il 26 Febbraio del 2006.
Tre giorni prima che il Deposito Bulk venisse riconsegnato alle autorità che sembrava avessero una gran fretta di utilizzare lo spazio per qualche importantissimo progetto. Nelle foto non compare nessuno per mia scelta, anche se lo spazio in quel giorno non era vuoto e deserto ma risuonava per l’ultima volta della musica e delle voci che l’avevano costruito negli anni.
Ogni giorno, mentre vado e vengo dal lavoro sulla mia bici, respiro bene a fondo tutto lo smog che c’è, lo sento scendere giù e lo assaporo, distinguo il diesel dalla benzina, sento le particelle di aria putrida posarsi delicatamente nella mia cavità orale e ostruirmi lentamente il naso. Non potendo non respirare (ci provo, ma duro pochissimo e quando esco dall’apnea mi sembra che mi scoppi una tempia) decido di respirare bene, profondamente e mi sento un filtro, sono un filtro. Ehi ciao, sono un filtro.
Oggi c’è il vento, l’aria è fresca, le strade bagnate, le nuvole si muovono; l’odore delle foglie è intenso e la bassa pressione dell’ultimo mese è stata alleggerita dalla pioggia costante degli ultimi giorni. Che disagio la pioggia, le scarpe umide, il cielo scuro scuro, credi che non potrà mai finire, che continuerà a piovere per il resto dell’eternità. Ma il disagio la sopporti perchè sai che quell’acqua è l’unica soluzione e che in più dopo ti regala aria e cieli insapettati.